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Alcuni dati: |
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Superficie |
442.37 |
Km² |
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Popolazione
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71765 |
abitanti |
| Densità |
155 |
ab/Km² |
Si festeggia San Giovanni Battista ( Ragusa) il 29 agosto
San Giorgio (Ragusa Ibla) il 29 agosto
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Il padre Zaccaria e la madre Elisabetta, anziani sposi, pregavano il Signore
perché desse loro un figlio. Un giorno a Zaccaria, apparve l'angelo Gabriele che
gli annunciò che Elisabetta avrebbe partorito un bambino al quale avrebbe dato
il nome di Giovanni.
L'arcangelo aggiunse pure che questo bambino, pieno di Spirito Santo fin dal
seno della madre, sarebbe stato grande al cospetto di Dio, avrebbe convertito
molti figli d'Israele al Signore e con la potenza di Elia avrebbe preparato un
popolo ben disposto per la venuta dei Signore.
Elisabetta puntualmente diede alla luce un bambino che i sacerdoti
volevano chiamare come il padre, ma volendo la madre chiamarlo Giovanni,
chiesero quindi a Zaccaria che nome mettere al bambino ed essendo quello muto
chiese una tavoletta sulla quale scrisse "il suo nome e' Giovanni": in quell'istante
Zaccaria riacquistò la parola e cominciò a benedire Dio.
Giovanni visse nel deserto vestito con pelle di cammello e con una cintura di
cuoio ai fianchi, si nutrì di locuste e miele selvatico, fin quando non cominciò
la sua missione per la quale Dio lo aveva chiamato: egli esortava alla
conversione e alla remissione dei peccati mediante il battesimo (di qui il nome
Battista) che lui impartiva nelle acque del Giordano, dove battezzò anche Gesù
presentandolo come: l'agnello di Dio che toglie il peccato dal mondo".
Sempre pronto nel denunciare le ingiustizie non ebbe paura nemmeno quando
dovette accusare di adulterio il re Erode, e fu proprio questa accusa che lo
portò alla morte.
Il re Erode provava rispetto per Giovanni e non voleva farlo uccidere, ma
cedendo alle voglie di Erodiade lo fece imprigionare nel carcere di Macheronte.
Una tragica sera, mentre Erode dava un banchetto, Salomè figlia di Erodiade,
danzò per i convitati, ed Erode promise alla giovane donna qualunque cosa gli
avesse chiesto. Salomè, istigata dalla madre, chiese "la testa di Giovanni".
Così per la debolezza di un re cadde la testa di una delle figure più fulgide di
tutta la storia dei Cristianesimo. Ancora calda, la testa del Battista fu
portata nella sala del convito su un vassoio d'argento.
Giorgio era originario della Cappadocia (zona dell'odierna Turchia), figlio
di Geronzio, persiano, e Policromia, cappadoce, nato verso l'anno 280. I
genitori lo educarono alla religione cristiana fino al momento in cui entrò nel
servizio militare. Trasferitosi in Palestina, si arruolò nell'esercito
dell'imperatore Diocleziano, comportandosi da valoroso soldato fino al punto di
giungere a far parte della guardia del corpo dello stesso Diocleziano, divenendo
ufficiale delle milizie.
Il martirio sarebbe avvenuto sotto Diocleziano stesso il quale convoca
settantadue re per decidere che misure prendere contro i cristiani. Giorgio dona
ai poveri tutti i suoi averi, e, davanti alla corte, si confessa cristiano;
all'invito dell'imperatore di sacrificare agli dei si rifiuta ed iniziano le
numerose e spettacolari scene di martirio.
Secondo la leggenda viene battuto, sospeso, lacerato e gettato in carcere
dove ha una visione di Dio che gli predice sette anni di tormenti, tre volte la
morte e tre la resurrezione. Tagliato in due con una ruota piena di chiodi e
spade Giorgio risuscita operando la conversione del magister militum
Anatolio con tutti i suoi soldati che vengono uccisi a fil di spada; entra in un
tempio pagano e con un soffio abbatte gli idoli di pietra; converte
l'imperatrice Alessandra che viene martirizzata. A richiesta del re
Tranquillino, il Giorgio risuscita diciassette persone morte da
quattrocentosessant'anni, le battezza e le fa sparire; l'imperatore lo condanna
nuovamente a morte, ed il santo prima di essere decapitato, implora a Dio che
l'imperatore ed i settantadue re siano inceneriti; esaudita la sua preghiera
Giorgio si lascia decapitare promettendo protezione a chi onorerà le sue
reliquie
La leggenda narra che in una città chiamata Selem, in Libia, vi era un grande
stagno, tale da poter nascondere un drago, il quale, avvicinandosi alla città,
uccideva con il fiato tutte le persone che incontrava. I poveri abitanti gli
offrivano per placarlo, due pecore al giorno ma quando queste cominciarono a
scarseggiare, furono costretti ad offrirgli una pecora e un giovane tirato a
sorte.
Un giorno fu estratta la giovane figlia del re, la principessa Silene. Questi
terrorizzato offrì il suo patrimonio e metà del regno, ma la popolazione si
ribellò, avendo visto morire tanti suoi figli. Dopo otto giorni di tentativi, il
re alla fine dovette cedere e la giovane fanciulla si avviò verso il grande
stagno per essere offerta al drago.
In quel momento passò di li il giovane cavaliere Giorgio, il quale saputo
dell'imminente sacrificio, tranquillizzò la principessina, promettendole il suo
intervento per evitarle la brutale morte, e quando il drago uscì dalle acque,
sprizzando fuoco e fumo dalle narici, Giorgio non si spaventò, e affrontandolo
lo trafisse con la sua lancia, ferendolo e facendolo cadere a terra. Poi disse
alla principessa Silene di non aver timore e di avvolgere la sua cintura al
collo del drago; il quale prese a seguirla docilmente come un cagnolino, verso
la città. Gli abitanti erano atterriti nel vedere il drago avvicinarsi, ma
Giorgio li tranquillizzò dicendo loro di non aver timore poiché «Iddio mi ha
mandato a voi per liberarvi dal drago: Se abbraccerete la fede in Cristo,
riceverete il battesimo ed io ucciderò il mostro».
Allora il re e la popolazione si convertirono e il prode cavaliere, uccise il
drago e lo fece portare fuori dalla città trascinato da quattro paia di buoi.
FRAZIONI DI RAGUSA
Marina di Ragusa. San Giacomo Bellocozzo
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