Alcuni dati:    
Superficie  92 Km²
Popolazione 210938  abitanti
Densità  2267 ab/Km²


Si festeggia San Prosdocimo, Santa Giustina di Padova, San Daniele diacono,
Sant'Antonio da Padova il 13 giugno
 

Prosdocimo, venerato come santo dalla Chiesa cattolica, fu il primo vescovo di Padova. Per la tradizione fu il missionario che convertì il Veneto al Cristianesimo.
Il suo sacello (nel mondo romano era una piccola area recintata e senza copertura, che si trovava attorno all'altare), è conservato all'interno della Basilica di Santa Giustina in Padova.

Giustina è commemorata come santa martire dalla Chiesa cattolica, vissuta tra la fine del III e gli inizi del IV secolo. A causa del suo rifiuto verso la religione pagana il 7 ottobre del 304 fu condannata a morte. Fu sepolta nei pressi del teatro romano ad est di Padova.

San Daniele di Padova è venerato come santo dalla Chiesa cattolica.
Fu martirizzato all'inizio del IV secolo sotto Diocleziano. La scoperta della sua esistenza avvenne solo nel 1075, quando fu ritrovato il suo corpo nell'oratorio di San Prosdocimo. Un arca romana in marmo di Carrara ne conteneva i resti trafitti da chiodi.La tomba è ora conservata nel Duomo di Padova.

Sant'Antonio. Le fonti su di lui sono poco precise e rese più oscure dalla leggenda. In pellegrinaggio diretto a Roma dopo aver donato tutti sui beni ai poveri, si sarebbe fermato a ad Acquapendente, dedicandosi all'assistenza degli ammalati di peste e facendo guarigioni miracolose che diffusero la sua fama.
Peregrinando per l'Italia centrale si dedicò ad opere di carità e di assistenza promuovendo continue conversione. Sarebbe morto in prigione, dopo essere stato arrestato presso Angera da alcuni soldati perché sospettato di spionaggio.
Invocato nelle campagne contro le malattie del bestiame e le catastrofi naturali, il suo culto si diffuse straordinariamente nell'Italia del Nord, legato in particolare al suo ruolo di protettore contro la peste.
(( Patronato: Invalidi, Prigionieri Etimologia: Rocco = grande e forte, o di alta statura, dal tedesco Emblema: ))
Cane Maestro di volontariato al suo tempo e nel nostro, popolarissimo per secoli in Europa; ma sfortunato con vari suoi biografi immaginosi e discordi, perfino sui dati capitali come nascita e morte. Concordemente lo si dice nato a Montpellier, in Francia, forse da famiglia agiata. Tuttavia, perduti i genitori in giovane età, distribuisce ai poveri quello che ha e poi s’incammina pellegrino verso Roma. Ecco due dati certi: l’Italia e la peste. Rocco arriva in luoghi attaccati dal contagio, che a metà Trecento col nome di Peste Nera devasta l’intera Europa, ma che già prima e anche dopo continua a manifestarsi qua e là.
Rocco lo trova ad Acquapendente, presso Viterbo: e si stabilisce nel lazzaretto, per curare i malati. Ma poi, prima di proseguire per Roma, si ferma a Cesena e a Rimini per altre epidemie, occupandosi di malati che a volte neppure i parenti vogliono assistere. Quest’uomo che ha distribuito ai poveri i beni di famiglia, non si considera padrone neppure del suo tempo: i suoi giorni, mesi e anni sono anch’essi un bene sul quale i sofferenti hanno un diritto di prelazione. Prima loro, poi tutto il resto, incluso il pellegrinaggio. Giunto infine a Roma, vi rimane tre anni, passando da un ospedale all’altro. E qui, si racconta, cura e guarisce un cardinale, che lo presenta al papa (per qualche biografo il cardinale sarebbe Anglico de Grimoard, anche lui della zona di Montpellier e fratello del papa avignonese Urbano V, che è tornato a Roma nel 1367, riandando via tre anni dopo. Se è così, cade l’ipotesi di un Rocco nato a fine Duecento e in piena gioventù durante il soggiorno a Roma. Anglico de Grimoard, infatti, cardinale nel 1366, visse a Roma tra il 1368 e il 1371).
Anche il ritorno da Roma a Montpellier è interrotto da un’epidemia di peste, scoppiata a Piacenza. Rocco vi si ferma e viene contagiato. Allora si trascina a una capanna lungo il fiume Trebbia per morirvi in solitudine. Ed ecco entrare in scena il cane famoso, che tanti artisti dipingeranno al suo fianco. Qui però non sembra il caso di ricorrere ai miracoli: secondo la sua natura, il cane attira l’attenzione del padrone del terreno, il nobile Gottardo Pollastrelli, sullo sconosciuto giacente nella capanna. Così Rocco, soccorso e curato dal signore, si ritroverà guarito. Tornato a Montpellier, però, nessuno lo riconosce: scambiato per un malfattore, finisce in carcere senza ribellarsi, per cinque anni, fino a morire trentaduenne, il 16 agosto di un anno imprecisato (un’altra tesi, secondo cui sarebbe morto in carcere ad Angera, sul Lago Maggiore, è meno attendibile).
Nel secolo successivo, attraverso vicende controverse, i suoi resti (o gran parte di essi) saranno portati a Venezia, trovando definitiva collocazione nella chiesa a lui intitolata.
Nel 1584 papa Gregorio XIII iscriverà il suo nome tra quello dei santi.


FRAZIONI DI PADOVA
Altichiero, Arcella, Bassanello, Brusegana, Camin, Chiesanuova, Forcellini, Guizza, Madonna Pellegrina, Mandria, Montà, Mortise, Paltana, Ponte di Brenta, Ponterotto, Pontevigodarzere, Sacra Famiglia, Salboro, Santa Croce-Città Giardino, Stanga, Torre, Terranegra, Voltabarozzo, Voltabrusegana. 
 

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