IIlario fu secondo vescovo di Aquileia e Taziano
suo diacono. Si narra come il giovane Ilario si dedicasse con serio impegno allo
studio e alla meditazione, eccellendo nella conoscenza delle sacre scritture.
Per questo motivo la comunità cristiana di Aquileia lo volle prima diacono e poi
vescovo. Ilario scelse come suo diacono un concittadino di nome Taziano.
Durante la persecuzione scatenata
dall’imperatore Numeriano, nel 284, il preside di Aquileia Beronio fece
arrestare Ilario. Al rifiuto del vescovo di sacrificare agli idoli, Beronio lo
condannò alla fustigazione, alla scarnificazione e nelle ferite gli versarono
aceto, sale e peli di cammello. Il santo cantava sereno inni a Dio e dopo aver
invocato il Signore, soffiò verso gli idoli d’argento collocati sull’ara,
mandandoli in polvere. Beronio decretò l’immediata pena di morte dei due santi e
di altri tre cristiani prigionieri di nome Felice, Largo e Dionigi.
A Ilario e Taziano era dedicata una chiesetta
che sorgeva nell’area dell’attuale cattedrale di Gorizia almeno fin dall’inizio
del secolo XIII; essa, ampliata, divenne chiesa parrocchiale nel 1460; la
cattedrale metropolitana, eretta nella seconda metà del Seicento, è a loro
intitolata dal 1830 ».